STRESS DA LAVORO: CONSIDERATO O SOTTOVALUTATO?

Per non fare confusione, è fondamentale, innanzitutto, dare una definizione precisa di cosa intendiamo per stress da lavoro: esso è inteso come la percezione di uno squilibrio sostanziale tra ciò che l’ambiente lavorativo richiede all’individuo e ciò che l’individuo è realmente capace di dare.

Quindi definirlo stress, piuttosto che ansia, fatica o noia, è la stessa cosa? Assolutamente no! Il primo step essenziale è infatti quello di non confondere la condizione di stress con quella di fatica, sia essa fisica o mentale, come invece è tendenza comune fare, associando come sinonimi questi vari stati con connotazione negativa.

É essenziale, quindi, riconoscere correttamente una condizione di stress ed identificarla quanto prima, in quanto è proprio il suo protrarsi a lungo che porta ad effetti negativi.

La risposta di un individuo allo stress avviene mediante un adattamento sia fisiologico che psicologico, entrambi volti a ristabilire un equilibrio tra l’organismo e l’ambiente.

L’adattamento fisiologico consente alla persona di adeguarsi alle richieste oggettive dell’ambiente, mentre l’adattamento psicologico permette una ristrutturazione (attraverso strategie specifiche) sia cognitiva che comportamentale.

Ma se questo non avvenisse?

Se anziché ripristinare la condizione di equilibrio iniziale, la risposta non fosse soddisfacente e l’individuo si ritrovasse davanti ad un totale squilibrio, senza meccanismi di difesa adeguati?

Se sommiamo inoltre le varie tipologie di stress che la persona vive (lavorativo e in altri ambiti della vita quotidiana), capite che diviene importantissimo non sottovalutare questo aspetto e cercare piuttosto di riconoscerlo in tempo e capirne i meccanismi per impedire che questa condizione venga trascurata a lungo per poi divenire patologia.

 

L’IMPORTANZA DI VALUTARE IL RISCHIO DI STRESS DA LAVORO CORRELATO

La problematica dello stress da lavoro è sempre più diffusa tra i lavoratori e, in tal senso, le aziende non possono sottovalutarlo, in particolar modo per 2 motivi essenziali:

  1. tutelare e garantire la salute dei propri lavoratori
  2. per conservare la produttività aziendale

In un contesto lavorativo i cui fattori (intensi e non adeguati alle capacità del lavoratore) si perpetuano nel tempo, c’è il rischio che nel lavoratore si manifestino i sintomi dello stress da lavoro correlato, i quali possono tradursi in patologia ed avere effetti negativi sia per la persona che per l’azienda stessa (comportamenti negativi, assenteismo, calo dell’operosità e della qualità del lavoro, …).

Non dimentichiamo che, anche dal punto di vista normativo, il D.Lgs 81/2008 definisce lo stress da lavoro correlato uno dei rischi che va valutato e gestito a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

Se sei interessato ad ulteriori indicazioni o approfondimenti di questo argomento per te o per la tua azienda, scrivi o contattami, sarò felice di rispondere alle tue domande.

 

Un sorriso a colori

Catia